{"id":58,"date":"2026-07-21T11:22:44","date_gmt":"2026-07-21T09:22:44","guid":{"rendered":"https:\/\/aboutus.it\/staging-site\/?p=58"},"modified":"2026-10-13T16:46:55","modified_gmt":"2026-10-13T14:46:55","slug":"nasce-losservatorio-about-us","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/aboutus.it\/staging-site\/nasce-losservatorio-about-us\/","title":{"rendered":"Nasce l\u2019Osservatorio About Us"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto About Us \u00e8 nato da una domanda semplice: <strong>che cosa sta succedendo alla comunicazione interna?<\/strong> Che cosa pensano le aziende, che ragionamenti stanno facendo, come guardano al futuro della loro organizzazione? Era il 2023 e venivamo da anni molto particolari. <strong>La pandemia<\/strong> <strong>aveva allontanato<\/strong> improvvisamente le persone dai luoghi di lavoro, costringendo le aziende a trovare nuovi modi per tenere unite organizzazioni che, fisicamente, non stavano pi\u00f9 insieme. Successivamente l\u2019emergenza era rientrata, ma <strong>erano cambiate le aspettative delle persone<\/strong>: e come risposta si diffondeva (non senza forti contrasti) il <strong>lavoro ibrido<\/strong>, cresceva l\u2019attenzione per il coinvolgimento emotivo delle persone (<strong>il famoso e abusato<\/strong> <strong><em>engagement<\/em><\/strong>), si tornava a parlare di <strong>employer branding<\/strong> in un\u2019ottica nuova, anche <strong>demografica<\/strong> (i giovani sono sempre di meno). La comunicazione interna, insomma, si risvegliava all\u2019alba del post-Covid con un\u2019importanza che non aveva mai avuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da qui, da questi cambiamenti che osservavamo empiricamente lavorando con i nostri clienti, <strong>\u00e8 nata la ricerca, pubblicata nel 2024<\/strong>. Abbiamo coinvolto <strong>quaranta aziende<\/strong> italiane e internazionali, abbiamo dialogato con i loro manager dell\u2019HR e della comunicazione in sessioni lunghe e approfondite, e poi abbiamo sintetizzato il tutto in un documento che ha aiutato noi \u2013 e, speriamo, anche altre persone \u2013 a guardare al futuro con il conforto di pensieri, soluzioni e talvolta dubbi condivisi e resi fruibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella ricerca \u00e8 stata il primo passo. Il secondo sono state le conversazioni, <strong>il video-podcast.<\/strong> Abbiamo cominciato (per certi versi continuato) a incontrare manager, professionisti, studiosi, persone provenienti da organizzazioni e mondi molto differenti. Abbiamo parlato di comunicazione, naturalmente. Ma <strong>molto presto abbiamo iniziato a parlare anche di altro: leadership, cultura, fiducia, generazioni, lavoro ibrido, intelligenza artificiale, architettura degli spazi di lavoro<\/strong>, senso di appartenenza, fusioni, nuove identit\u00e0 organizzative. E abbiamo capito una cosa importante: <strong>quelle conversazioni contenevano pi\u00f9 informazioni di quante ne riuscissimo a utilizzare<\/strong> pubblicandole una alla volta. Da qui nasce l\u2019<strong>Osservatorio About Us<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-style-sezione-evidenza\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un Osservatorio che cambia mentre osserva<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino a oggi, dunque, About Us ha avuto due forme principali: la <strong>ricerca<\/strong>, una fotografia della comunicazione interna in un momento storico preciso; il <strong>videopodcast,<\/strong> attraverso il quale quella fotografia ha cominciato a muoversi: <strong>ogni ospite ha aggiunto un\u2019esperienza<\/strong>, un punto di vista, qualche conferma e talvolta un dubbio. L\u2019Osservatorio diventa ora la terza gamba del progetto, con un compito preciso: quello di mettere le informazioni \u2013 e in modo particolare le interviste \u2013 in una <strong>relazione dinamica<\/strong> fra loro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non soltanto chiedersi che cosa ha detto un singolo ospite, ma osservare che cosa accade quando una risposta viene accostata a un\u2019altra; quando la stessa questione affiora in contesti diversi; quando due persone utilizzano parole diverse per descrivere lo stesso problema; oppure, al contrario, quando da un medesimo problema arrivano a conclusioni differenti. L\u2019idea \u00e8 semplice: <strong>le singole interviste, se interpretate e messe in relazione, possono diventare conoscenza.<\/strong> Di pi\u00f9, <strong>conoscenza dinamica<\/strong>, capace di aggiornarsi. Ogni nuova conversazione pu\u00f2 confermare qualcosa che avevamo cominciato a vedere, oppure aggiungere uno strato, o ancora mettere in dubbio ci\u00f2 che avevamo capito. Certo, cercheremo ricorrenze e conferme, ma ci interessano altrettanto le divergenze, le anomalie e soprattutto i <strong>segnali deboli<\/strong>, ovvero fenomeni non ancora emersi, ma individuabili in filigrana, potenzialmente i pi\u00f9 interessanti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Che cosa stiamo osservando<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo partiti dalla comunicazione interna, ma anche da un corollario forte e solo apparentemente provocatorio: <strong>\u201cLa comunicazione interna non esiste\u201d<\/strong>. Che cosa volevamo dire? Che la comunicazione interna <strong>non \u00e8 mai solo interna<\/strong>, perch\u00e9 ogni persona raggiunta dalla comunicazione ne diventa un vettore: che cosa sta facendo <strong>un dipendente che parla del suo lavoro a cena<\/strong> con gli amici? Employer branding? Reputation management? Le implicazioni, come si vede, sono infinite. Le prime analisi delle conversazioni raccolte finora ci stanno fornendo un\u2019ulteriore chiave di lettura: <strong>non pi\u00f9 solo interno\/esterno, ma anche comunicazione\/processo<\/strong>. La comunicazione non \u00e8 solo il racconto di un processo aziendale ma spesso \u00e8 <strong>parte di quel processo<\/strong>, ne modifica la traiettoria, ne raccoglie i feedback e li reimmette in circolo. La comunicazione \u00e8 intrecciata con alcuni dei meccanismi pi\u00f9 profondi attraverso i quali un\u2019organizzazione funziona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 andiamo avanti, per\u00f2, pi\u00f9 emerge un\u2019ulteriore indicazione: molte delle questioni che incontriamo diventano <strong>particolarmente visibili quando le organizzazioni cambiano.<\/strong> Quando due aziende si fondono. Quando arriva un nuovo azionista. Quando cambia un amministratore delegato o un gruppo dirigente. Ma anche quando il cambiamento non nasce dentro l\u2019azienda: una guerra, una crisi geopolitica, un aumento dei tassi, una nuova tecnologia, un cambiamento demografico, una nuova sensibilit\u00e0 sociale possono entrare improvvisamente nella vita di un\u2019organizzazione e costringerla a <strong>ridefinire priorit\u00e0, comportamenti, linguaggi<\/strong>. E la distinzione tra cambiamento endogeno ed esogeno conta fino a un certo punto. Dal punto di vista delle persone, la domanda che nasce \u00e8 la stessa: <strong>che cosa sta succedendo, e che cosa significa per me?<\/strong><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La comunicazione non arriva dopo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>timing della comunicazione<\/strong> \u00e8 probabilmente una delle questioni su cui \u2013 se le prime indicazioni verranno confermate &#8211; lavoreremo maggiormente nei prossimi mesi. La comunicazione per come viene comunemente intesa, infatti, ha il ruolo, tutt\u2019altro che banale, di rappresentazione \u2013 tecnica, simbolica, emozionale \u2013 di <strong>qualcosa che \u00e8 gi\u00e0 stato deciso<\/strong>. Pensiamo a una <strong>fusione<\/strong>: la si decide sul piano strategico ed economico, la si perfeziona dal punto di vista legale e finanziario, occupazionale, sindacale, e poi la si comunica: una town hall, un comunicato stampa, la FAQ sul sito o sulla intranet e il gioco dovrebbe essere fatto. <strong>\u00c8 una sequenza sempre meno rispondente ai bisogni delle organizzazioni.<\/strong> Perch\u00e9 nel momento stesso in cui un cambiamento viene annunciato cominciano <strong>le interpretazioni<\/strong>: nella comunicazione non esistono spazi vuoti, e lo spazio non presidiato viene occupato. \u00ab<strong>Non si pu\u00f2 non comunicare<\/strong>\u00bb, scriveva Paul Watzlawick nella Pragmatica della comunicazione umana. Le persone cercano informazioni. Fanno domande. Confrontano ci\u00f2 che viene detto con ci\u00f2 che vedono accadere. Parlano con i propri manager e con i colleghi. Costruiscono spiegazioni. In altre parole, <strong>la comunicazione \u00e8 gi\u00e0 parte del cambiamento<\/strong>. Pu\u00f2 facilitarlo, rallentarlo, renderlo comprensibile oppure lasciare spazi vuoti nei quali inevitabilmente nasceranno altre narrazioni, spesso contro-narrazioni, talvolta negative ai limiti del complottismo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le prime domande<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le conversazioni raccolte finora stanno gi\u00e0 facendo emergere <strong>alcune ricorrenze e alcuni grandi interrogativi<\/strong>: chi comunica davvero un cambiamento nella vita quotidiana di un\u2019organizzazione? Quanto conta ci\u00f2 che un\u2019azienda dichiara rispetto ai comportamenti che le persone osservano, e quanto un\u2019eventuale discrasia pu\u00f2 danneggiare la credibilit\u00e0 di un\u2019istituzione? Quando l\u2019ascolto produce davvero conseguenze e quando invece diventa un rituale vuoto? <strong>Perch\u00e9, in un mondo di lavoro ibrido, dovrebbe ancora valere la pena di condividere fisicamente uno spazio?<\/strong> Che cosa succede ai valori che abbiamo assimilato e condiviso per anni quando una fusione o una riorganizzazione costruiscono una nuova identit\u00e0? E ancora: se l\u2019intelligenza artificiale comincer\u00e0 a svolgere molti dei compiti attraverso i quali tradizionalmente i giovani imparavano un mestiere, <strong>come costruiremo i senior di domani?<\/strong> Non abbiamo, naturalmente, tutte le risposte. Anzi. Il primo impegno che ci prendiamo con l\u2019Osservatorio sar\u00e0 quello di <strong>fare domande sempre migliori<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-style-sezione-evidenza\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dai contenuti alle connessioni<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Osservatorio produrr\u00e0 <strong>articoli come questo, approfondimenti tematici<\/strong>, video, paper, analisi e nuovi filoni di conversazione. Ma il suo valore non sar\u00e0 soltanto nella quantit\u00e0 dei contenuti prodotti: sar\u00e0 soprattutto nella <strong>capacit\u00e0 di creare connessioni<\/strong>. Una riflessione sulla leadership fatta da un intervistato potr\u00e0 essere messa in relazione con una sull\u2019ascolto fatta da un altro; una conversazione sull\u2019intelligenza artificiale fatta con un docente di liceo dialogher\u00e0 con il pensiero di un direttore HR sull\u2019inserimento in azienda della Gen Z; un\u2019esperienza di fusione aziendale incontrer\u00e0 il ragionamento sulla nostalgia e sull\u2019identit\u00e0; le idee di un architetto sugli spazi di lavoro influenzeranno quanto affermato da un responsabile people &amp; culture sul tema dell\u2019appartenenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio <strong>negli incroci, nei<\/strong> <strong><em>crossroads<\/em><\/strong> (lasciatemi celebrare la mia passione per il blues), che speriamo possano nascere le cose pi\u00f9 interessanti: intuizioni, nuove e pi\u00f9 accurate domande, nuove conversazioni, nuovi paper, in un processo che continuer\u00e0 ad alimentarsi, cambiando continuamente l\u2019Osservatorio.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un progetto aperto<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 infatti una ragione pi\u00f9 generale per cui abbiamo deciso di fare questo passo. <strong>Il mondo delle organizzazioni sta cambiando troppo rapidamente perch\u00e9 basti fotografarlo<\/strong> una volta ogni tanto: cambiano \u2013 come abbiamo gi\u00e0 detto &#8211; le tecnologie e le aspettative culturali, cos\u00ec come cambiano gli equilibri geopolitici ed economici. E <strong>cambiano anche le parole con cui proviamo a descrivere<\/strong> tutto questo. E cambia About Us, proprio per continuare a osservare questo movimento. Con una convinzione che rimane la stessa dalla nascita del progetto: \u201cLa comunicazione interna non esiste\u201d. Nel senso che non si esaurisce <strong>all\u2019interno delle aziende<\/strong>, ma anche nel senso \u2013 sempre pi\u00f9 evidente, man mano che andiamo avanti \u2013 che <strong>la comunicazione<\/strong> non \u00e8 il racconto di un processo, \u00e8 <strong>parte del processo stesso<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nostro viaggio nella comunicazione fra persone e organizzazioni, che ci appassiona ogni giorno di pi\u00f9, continua. L\u2019Osservatorio sar\u00e0 una mappa capace di cambiare man mano che cambia il territorio. Per fare questo, naturalmente, <strong>abbiamo bisogno di molte voci<\/strong>: speriamo di sentire presto anche la vostra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla ricerca alle conversazioni, dalle conversazioni alla conoscenza: un nuovo spazio per capire come cambiano le organizzazioni e quale ruolo gioca la comunicazione nel cambiamento<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":518,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-58","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/aboutus.it\/staging-site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/aboutus.it\/staging-site\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/aboutus.it\/staging-site\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/aboutus.it\/staging-site\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/aboutus.it\/staging-site\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/aboutus.it\/staging-site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":513,"href":"https:\/\/aboutus.it\/staging-site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58\/revisions\/513"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/aboutus.it\/staging-site\/wp-json\/wp\/v2\/media\/518"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/aboutus.it\/staging-site\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/aboutus.it\/staging-site\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/aboutus.it\/staging-site\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}